Il tema dell’engagement dei lavoratori è oggi più cruciale che mai. Siamo di fronte ad un nuovo preoccupante fenomeno detto Great Detachment, in italiano “La grande Disconnessione”, che vede sempre più collaboratori sentirsi disconnessi e insoddisfatti nel proprio lavoro.
A dirlo sono i dati dello “State of the Global Workplace Report 2024” di Gallup. Nel report emerge come:
• Solo il 20% dei lavoratori globali si dichiara coinvolto nel proprio lavoro, una percentuale che scende al 13% in Europa e che raggiunge livelli ancora più bassi in Italia.
• Il 41% dei lavoratori è stressato, 1 su 4 soffre di burnout, e la metà sta cercando o valutando nuove opportunità di lavoro.
A differenza, però, del fenomeno della “Great Resignation”, che aveva visto un forte incremento del numero di dimissioni, oggi i lavoratori trovano difficoltà nel cambiare lavoro a causa di un’economia instabile.
Ed è proprio questo senso di blocco e frustrazione che intensifica il loro disimpegno.
Lo scarso coinvolgimento dei collaboratori danneggia la crescita aziendale, riducendo la produttività, aumentando il turnover eostacolando il cambiamento,
con un impatto economico globale di 9.000 miliardi di dollari secondo Gallup.
Le cause principali trovano le proprie radici nel periodo pandemico, che ha fortemente rivoluzionato il mondo del lavoro, obbligando aziende e professionisti ad adattarsi a rapidi cambiamenti organizzativi. Tutto ciò ha comportato un calo significativo di due elementi critici per i lavoratori, generando per l’appunto il grande distacco di oggi:
• la chiarezza delle aspettative sul lavoro
• il sentirsi connessi alla missione e allo scopo dell'azienda.
Ciò che l’emergenza pandemica ci ha aiutato a capire sempre di più è che i lavoratori non vogliono solo un lavoro, vogliono un'opportunità di prosperare, vogliono trovare nel proprio lavoro uno scopo.
Come aumentare l’engagement dei dipendenti: Le aziende sono chiamate a dare priorità all’esperienza, al coinvolgimento e all’entusiasmo dei propri collaboratori, in ogni momento del loro percorso lavorativo (non solo nella fase di attraction e onboarding),offrendo loro gli strumenti perché possano realizzarsi e prosperare nella propria vita. Per farlo devono investire su ciascuno dei seguenti aspetti.
1. Definire obiettivi chiari e condivisi: La qualità e lo sviluppo delle prestazioni di un lavoratore sono strettamente correlati alle aspettative che si hanno sul suo lavoro e ad una chiara comunicazione delle stesse.
2. Collegare il lavoro alla mission aziendale: I lavoratori vogliono sentire che il loro contributo è significativo e collegato a uno scopo più grande. I manager sono allora chiamati a comunicare chiaramente come ogni attività individuale contribuisca agli obiettivi strategici dell'azienda, offrendo feedback regolari e valorizzando i risultati raggiunti.
3. Promuovere una cultura del feedback continuo: per stimolare il miglioramento e mantenere l’allineamento sugli obiettivi comuni.
4. Offrire opportunità di crescita: Percorsi di formazione, workshop e piani di carriera chiari aiutano i collaboratori a sentirsi valorizzati e motivati. Anche attraverso il nostro recente sondaggio Linkedin, abbiamo avuto modo di vedere come i lavoratori desiderino opportunità per crescere e prosperare. Alla domanda “Che volto avrà il lavoro del futuro?” la maggior parte delle persone(il 45%) ha risposto: “Ti permette di crescere”.
5. Investire sul benessere dei collaboratori: Favorire un clima di fiducia e cooperazione, anche attraverso una leadership gentile, con attenzione all’equilibrio vita-lavoro, al benessere fisico, mentale ed emotivo dei propri lavoratori è fondamentale, perché è dalla qualità del tempo trascorso al lavoro che dipendono la qualità delle prestazioni e il livello di turn-over.
I vantaggi sono concreti, anche per l’azienda: un forte engagement significa maggiore produttività, minore assenteismo, riduzione del turnover e una migliore reputazione aziendale. In sintesi, un collaboratore coinvolto è la chiave per un’azienda di successo.